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lunedì 7 dicembre 2015

7 Dicembre 2012 - 7 Dicembre 2015

Fase 1 (30 Novembre 2012 - attuale): "questo è uno che crede di fare del bene al mondo e a se stesso facendo una delle cose più spregevoli....si spregevoli non me ne viene un altro"; "io ho fatto questo perché ho sempre sperato che andasse in una maniera"

Fase 2 (auspicabile): "ma in questa maniera non c'è mai andato"; "è uno che comincia a sognare ad occhi aperti"

Lo so chiedo troppo ma si avvicina il nuovo anno e sono un inguaribile ottimista: voglio sperare che quanto non è accaduto sino ad ora possa accadere il prossimo anno.




P.S. chi non si ricordasse perché nel titolo ci sia il 7 Dicembre, può leggere Milano, 30 Novembre 2012 ore 20.37

venerdì 31 luglio 2015

Peccato....


Peccato che non stiamo parlando di un cartone ma di persone in carne e ossa....

Peccato che a qualcuno, per aver "portato a casa" i 300 licenziamenti richiesti, saranno riconosciuti bonus importanti....

Peccato che per fare questo "sporco lavoro" Dedagroup abbia "ufficialmente" intascato 35 milioni di euro....

Peccato che non si verranno mai a sapere alcuni dettagli dell'accordo tra Dedagroup e CSC quali, per esempio, quelli finalizzati a ridurre al minimo il contenzioso verso CSC....

Peccato che qualcuno si accorga solo ora che "nessuno può sentirsi sicuro"....

Già è proprio un gran peccato....buona mobilità a tutti!!!

martedì 28 luglio 2015

Vergogna!!!

Vergogna per non aver fatto un passo indietro e, non dico mostrarvi dispiaciuti, ma per lo meno avreste potuto rispettare la gravità del momento. E, invece, avete mantenuto il solito atteggiamento arrogante di chi si sente nel pieno diritto di fare e disfare come meglio gli aggrada infischiandosene del fatto che i numeri di cui parlate sono in realtà persone con le loro famiglie che nulla hanno fatto per meritarsi tutto questo.

Vergogna perché neanche in questa occasione avete avuto il coraggio di assumervi le vostre responsabilità ma avete preferito addossare la colpa del mancato accordo "ad una radicalizzazione delle richieste delle OO.SS. e delle RSU" che non si sono piegati ai vostri desiderata.

Vergogna perché fino all'ultimo avete mostrato pieno disprezzo verso le leggi da voi tanto osteggiate ma che vi hanno permesso in due anni di portare a compimento il vostro piano scellerato. La proposta che avete avanzato ("concedere" un altro anno di CIGS a fronte della "sottoscrizione di un Accordo di uscita incentivata al 31 Luglio 2016" da parte di un congruo numero di lavoratori) è lì a mostrarlo; diteci da quando gli ammortizzatori sociali dovrebbero servire alle Aziende per esercitare pressioni sui dipendenti invece che essere strumenti per permettere all'Azienda di gestire eventuali situazioni di crisi garantendo i posti di lavoro?

Vergogna per aver continuato a raccontare la favola secondo cui solo l'uscita certa dei lavoratori in esubero avrebbe permesso "alla Azienda di superare definitivamente le attuali difficoltà gestionali ed operative". Le difficoltà sono altre e lo sappiamo tutti, voi molto più che noi.


In questi due anni ho incontrato personalmente molti colleghi che, pur in momenti di enorme difficoltà, non hanno mai abdicato alla propria dignità dimostrando così di essere, molto più di altri, uomini. 

A voi, tutto il mio disprezzo.



domenica 12 luglio 2015

Fin troppo facile...

...dopo due anni abbiamo imparato a conoscere i nostri polli.

Per non essere sempre di parte, questa volta, riporto le parole di un collega che sintetizza quanto illustrato dalle RSU e OO.SS. nell'assemblea dei lavoratori di Roma della settimana scorsa in merito all'incontro avuto con l'Azienda il 3 Luglio.

"Riassunto della riunione: assolutamente nulla di nuovo. L'azienda continua a far uscire persone a piacimento anche quelle che hanno lavorato fino al giorno precedente. Anzi si scopre che potrebbe licenziarne il doppio perché quelli usciti adesso lo stanno facendo con la vecchia mobilita non decurtando il numero di 129. Nessuna azione decisa e si registra la solita assenza dei colleghi che lavorano che fino ad oggi non sono interessati ma potrebbero esserlo da domani e ancora non se ne rendono conto vista l'assenza di qualsiasi investimento a livello commerciale!"

Il collega che non è una zavorra su cosa punta il dito? 

Da una parte sul fatto che il teatrino della cosiddetta trattativa è sempre lo stesso da due anni a questa parte: solite (finte) minacce da parte dell'Ing. Pirola (andiamo ai licenziamenti) e solito accordo finale tanto caro all'Azienda.

Dall'altra riporta l'attenzione su quanto disse l'Avv. Camisa appena insediato nel Dicembre 2012. Tra le tante cose, ci informò, infatti, che sia Dedagroup che DDway avevano un problema commerciale. I presenti pensarono: finalmente qualcuno se ne è accorto e, quindi, farà qualcosa per risolvere il problema. 

Se dopo due anni la percezione "degli interni" è ancora la stessa, mi viene da pensare che nulla sia stato fatto in tal senso; se qualcuno pensa che sia solo una sensazione, dia un'occhiata al fatturato di DDway in questi due anni e, intanto, le persone continuano a uscire. 

Venghino signori venghino, donne, uomini, giovani, meno giovani, categorie protette e non, non abbiate paura, accostatevi con fiducia c'è un'offerta per tutti (basta che vi togliate di mezzo)!

venerdì 3 luglio 2015

Vediamo se indovino...

Oggi a Milano è previsto un ulteriore incontro tra Dedagroup e le OO.SS. in merito alla procedura di mobilità aperta a Maggio scorso per oltre 100 lavoratori di DDway.
La volta scorsa l'Azienda aveva illustrato i risultati del sondaggio fatto per capire chi tra le zavorre fosse disponibile a valutare un'offerta economica per togliere il disturbo e chi no. L'Ing. Pirola ci aveva riferito che il numero delle zavorre disponibili era ancora insufficiente rispetto ai desiderata dell'Azienda e che nei giorni a seguire si sarebbe consultato con l'Avv. Camisa per definire i prossimi passi; nel frattempo non ci sarebbero stati altri incontri con le zavorre né ci sarebbero state nuove offerte economiche.

Ancora una volta, alle parole sono seguiti fatti completamente diversi:

- gli incontri con le zavorre che si erano dichiarate disponibili ci sono stati
- sono state fatte nuove offerte economiche che, in alcuni casi, possiamo cominciare a definire tali al punto che in molti (purtroppo) hanno accettato

Stando così le cose, è fin troppo facile immaginare cosa ci sentiremo dire oggi. E' sufficiente, infatti, invertire la realtà dei fatti per prevedere che:

- le adesioni al piano "uscita incentivata" saranno ritenute ancora insufficienti
- se nei prossimi giorni il numero delle adesioni non crescerà l'Azienda, a fine Luglio, sarà costretta a procedere con i licenziamenti 
l'Azienda ribadirà che, nonostante le continue e ingiustificate critiche che da due anni riceve da molte parti, intende continuare a venire incontro alle richieste fatte dai lavoratori andando ben oltre quanto preventivato 
- le OO.SS. e le RSU, di contro, verranno additate come quelle che, mantenendo un atteggiamento di non collaborazione verso l'Azienda, non fanno il bene dei lavoratori

Dopo le solite e inutili schermaglie di rito, ci saluteremo in attesa che il Ministero del Lavoro fissi la data del prossimo incontro.

Chi scommette?

mercoledì 27 maggio 2015

"Trattamento economico dei lavoratori in CIGS non soggetti a rotazione"

Ebbene si lo ammetto: a volte mi sbaglio anche io. E quando capita non ho problemi a riconoscerlo pubblicamente. Come sapete, in questo blog ho criticato, spesso anche con forza, gli atteggiamenti e i comportamenti tenuti dall'Avv. Camisa e dall'Ing. Pirola nel corso degli ultimi due anni e mezzo. L'ho sempre fatto, e fino a quando me ne daranno motivo, sempre lo farò, non certo per attaccarli come persone ma in quanto rappresentanti della Dedagroup e, quindi, responsabili dello scempio perpetrato ai danni dei lavoratori della DDway da oltre due anni.
Chi ha buona memoria si ricorderà certamente che nel post del 31 Luglio scorso auspicavo che l'Avv. Camisa avrebbe rispettato i patti sottoscritti con le OO.SS. e le RSU in merito ad uno dei paragrafi dell'accordo siglato al Ministero del Lavoro nel luglio 2013, in particolare quello relativo al "Trattamento economico dei lavoratori in CIGS non soggetti a rotazione". 
Per chi non lo ricordasse, l'accordo aveva previsto esplicitamente che ai lavoratori in CIGS per i quali non fosse stato possibile attuare uno o più periodi di rotazione (rientro a lavoro) dovesse essere corrisposto un indennizzo economico una tantum, meglio conosciuto con il nome di "gettone". 
Ebbene, il solito uccellino ci ha tenuto ad informarmi che l'Azienda (evidentemente con il bene placito dell'Avv. Camisa), smentendo le iniziali interpretazioni restrittive portate avanti dall'Ing. Pirola (ma non solo da lui), ha provveduto a riconoscere il gettone anche a quelli che erano stati inizialmente esclusiPeccato solo che tutto ciò non sia avvenuto spontaneamente ma solo dopo la pressione esercitata in tal senso dai legali chiamati ad intervenire dai singoli lavoratori.

Credo che un paio di considerazioni a questo punto siano d'obbligo:

- chi non lo avesse fatto è ancora in tempo per rivolgersi ad un legale per vedere riconosciuti i propri diritti ("gettone" e non solo)
- percorrere la strada del "io ce l'ho più duro" non porta da nessuna parte

E visto che siamo alla vigilia di una serie di incontri personali tra l'Ing. Pirola e le zavorre, chissà che non si possa prendere spunto dal passato per evitare di ripetere gli stessi errori. Al di là delle considerazioni di convenienza personale, sarebbe veramente un bellissimo segno di speranza per il futuro dei lavoratori della DDway e dell'intero Gruppo. Al contrario non riesco a vedere altro che un lento ed inesorabile declino.


P.S. Ma quanto sono fastidiosi questi uccellini....

giovedì 7 maggio 2015

Obiettivo raggiunto!

Se è vero quanto riferito durante le ultime assemblee sindacali, da quando è stata aperta la prima procedura di crisi ad oggi, 307 persone hanno lasciato l'Azienda.
Credo sia doveroso fare i complimenti all'Avv. Camisa e all'Ing. Pirola per aver raggiunto gli obiettivi dichiarati a Marzo 2013: 330 esuberi in DDway

A meno di poche unità, infatti, l'obiettivo può dirsi raggiunto. Bravi!!!


A tal proposito abbiamo raggiunto telefonicamente l'Avv. Camisa che, visibilmente compiaciuto, ha testualmente dichiarato: "Eran trecento, eran zavorre, e sono morte!" 

RIP

domenica 22 febbraio 2015

Marco Podini, Giovanni Camisa e Michele Ferrero: trovate le differenze

Il 3 Luglio 2013, inaugurando questo blog, mi auguravo di "essere smentito e di poter raccontare, a breve, di una proprietà illuminata che è riuscita a coniugare il (giusto) profitto con la responsabilità sociale che ogni Azienda, per chiamarsi tale, dovrebbe mostrare con fatti concreti". Purtroppo, a distanza di quasi due anni, non sono stato smentito, anzi. 

Ai tanti che ebbero da ridire ribadisco che non era affatto un'utopia. In Italia abbiamo avuto molti esempi di imprenditori (veri) per i quali il termine responsabilità sociale ha significato qualcosa di reale e di concreto, non parole vuote messe lì solo per compiacere la società di certificazione di turno.

Tra i tanti, in occasione della sua morte, mi piace ricordare Michele Ferrero perché il figlio Giovanni, nel discorso di commemorazione, ha sottolineato che "Per mio padre l'aspetto sociale è sempre venuto prima del profitto. Delocalizzare, razionalizzare, cassa integrazione non sono mai state pronunciate non per strategia nella contrapposizione sindacale ma perché il patto tra le due forze ha reso quei termini per noi inconcepibili" (figuriamoci i licenziamenti).

Ing. Podini, Avv. Camisa, da domani, secondo il rito Ambrosiano, inizia la Quaresima che è un periodo fortemente evocativo e particolarmente adatto al rinnovamento spirituale. Da umile zavorra mi sento di augurarVi con tutto il cuore che le parole di Giovanni Ferrero possano far breccia nei Vostri cuori e Vi portino a riconsiderare le azioni che avete fin qui compiuto. Siete ancora in tempo per pentirvi e ricominciare. In aderenza all'invito fatto dal Santo Padre Francesco, io pregherò affinché compiate questo gesto di carità nei confronti dei tanti (troppi) che stanno pagando le conseguenze delle Vostre azioni scellerate.

Amen

domenica 1 febbraio 2015

dedapeople ... deluso è dir poco

Dopo gli ennesimi tagli subiti era lecito aspettarsi non dico una reazione, ma per lo meno una presa di posizione forte, si. Neanche le combattive RSU di Torino, per giunta fresche di elezione, hanno fatto sentire la loro voce e i tagli sono diventati operativi. Hanno cancellato i posti di lavoro, hanno tolto la polizza sanitaria, hanno ridotto i buoni pasto....che altro dovranno toglierci per vederci reagire? Le uniche parole di dissenso si sono levate ancora una volta da chi sta pagando (e pagherà) il prezzo più alto da oramai 18 mesi. Ah già dimenticavo...non possiamo andare contro l'Azienda che tanto ha fatto e tanto farà per tutti noi! Ancora credete che le parole pronunciate a Dicembre 2012 dall'Avv. Camisa siano vicine all'avverarsi e che da Luglio i dedapeople sopravvissuti assisteranno a un nuovo rinascimento? Auguri!!!!

lunedì 22 dicembre 2014

DDway e Dedagroup: il piano industriale va avanti, ma avanti verso dove?

Sono passati due anni da quando siamo diventati, nostro malgrado, Dedapeople e cosa abbiamo ottenuto? Qualcuno dice che ci è stato garantito il posto di lavoro e lo stipendio che, senza Dedagroup, non avremmo altrimenti avuto. Nessuno può riavvolgere il nastro del tempo e vedere come sarebbe andata. Di certo ci sono solo i fatti, quelli si inconfutabili e, ad oggi, i fatti parlano di tagli, tagli, ancora tagli e tante meschinerie:

  • 200 persone circa sono state costrette a lasciare l'Azienda; si lo so qualcuno dirà che chi ha accettato il licenziamento lo ha fatto di sua "spintanea" volontà....ma provate voi a vivere con 900€ al mese quando avete dei figli da mantenere e un mutuo/affitto da pagare e poi mi dite quanta volontà poteva esserci in quelle scelte
  • alle persone rimaste sono stati ridotti i buoni pasto del 30%, azzerate le ore di permesso per visite mediche, tolta la polizza sanitaria e costretti a vivere nella paura di finire in cassa non appena la commessa sulla quale fatturano dovesse finire 
  • si è permesso a (pseudo)manager, la cui storia è li a testimoniare la loro assoluta incapacità, di eliminare tutte le voci del dissenso, in particolar modo quelle che erano a conoscenza di come dall'alto si possano sempre far tornare i numeri a fine trimestre/anno a dispetto dei dati reali
  • si continua a mandare via persone riconosciute dal mercato per appropriarsi di quei fatturati e con questi garantire ancora qualche mese di sopravvivenza a sé stessi e ai propri fedeli amici
Ecco tutto questo è diventata DDway sotto la guida del duo Gianni&Gianni (Camisa e Pirola) vecchi compagni di merende in IBM. Il tutto condito con arroganza e menzogne della peggiore specie. Parole come piano industriale, investimenti, crescita del gruppo non trovano alcun riscontro nei numeri di DDway che inesorabilmente continua a perdere quote di mercato anche là dove prima era un riferimento (su tutti i settori del Fashion e del Banking). 

Del resto perché essere sorpresi: è sufficiente interrogare il web per scoprire che il nostro futuro è già scritto e che in Dedagroup il duo G&G sta ripetendo quanto già fatto nelle altre realtà prima (Almaviva e Ocè solo per citarne alcune) e in Dedagroup recentemente: sempre e soltanto dichiarazioni su fantomatici piani industriali nei quali si disegna un futuro radioso per la società del momento accompagnati sempre e soltanto da inevitabili riduzioni del personale e riduzione dei costi. Per quanto mi sia sforzato non sono riuscito a trovare sul web nessuna recensione positiva sul duo G&G, eccezion fatta, ovviamente, per le molte marchette editoriali sparse qua e là.

"Un popolo senza memoria è un popolo senza un futuro" diceva L. Sepulveda; ma guardare al passato richiede coraggio e, soprattutto, la forza di non abbassare la testa. Noi ce l'abbiamo? Ricordate che "chi pecora si fa il lupo se la mangia".

Auguri di buone feste zavorre!