spero vorrà avere la compiacenza di correggermi se sono in errore: mi pare di ricordare che, lo scorso Novembre, sia stato proprio Lei ad affermare con veemenza che i patti devono essere rispettati. Mi sbaglio?
Ecco, nel caso non fosse stato informato, mi permetto di portare alla Sua attenzione che proprio una delle Aziende del Gruppo da Lei diretto, la DDway, non ha rispettato i patti; mi riferisco, in particolare, a quanto previsto alla voce "Trattamento economico lavoratori in CIGS non soggetti a rotazione" dell'accordo siglato, per Suo conto,dall'Ing. Pirola con le OO.SS. lo scorso anno.
Non ho motivo alcuno di pensare che Lei voglia permettere che qualcuno si faccia gioco delle Sue stesse parole e, quindi, convinto si sia trattato solo di un banale disguido, confido in un Suo pronto intervento per sanare la questioneaffinché, veramente, si possa dire "pacta sunt servanda".
Venerdì scorso ho deciso di essere presente alla tappa romana del tour dell'AD di Dedagroup e di DDway, Gianni Camisa; di certo non perché fossi ansioso di sentire il verbo illuminato (già noto in larga parte per le anticipazioni avute dalle altre sedi) ma perché ho ritenuto che ogni occasione che ci viene data per approfondire la conoscenza del nuovo che avanza vada sfruttata. Devo ammettere che le mie aspettative non sono andate deluse e, per la prima volta dopo undici mesi, ho potuto toccare con mano cosa ci sia realmente dietro tante belle parole. Ho assistito, infatti, ad una bellissima rappresentazione teatrale, un monologo in cui l'unico attore presente sulla scena, attingendo a tutto il meglio del suo repertorio, ha provato a rafforzare l'immagine sana e vincente del gruppo dirigenziale da lui capitanato. Bisogna riconoscere che ci ha messo tutto il suo impegno e ci sarebbe anche riuscito se, una domanda inopportuna, proprio da parte di una di quelle zavorre che nessuno avrebbe voluto fossero li, ha rovinato lo spettacolo. Mentre ascoltava la piccola zavorra parlare, il grande attore ha avuto un sussulto, un attimo di indecisione, ha messo da parte il copione ed è partito all'attacco con tale e tanta veemenza (questa sì inopportuna) che la maschera si è spostata mostrando, a chi ha voluto vederlo, il suo vero volto. La battaglia per il riconoscimento del nostro diritto ad essere trattati degnamente sarà lunga e dura ma siamo preparati e, ora che conosciamo il vero volto del nemico, tutto saràpiù facile.